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FIERA REGIONALE DI BORGHETTO LODIGIANO: Ia Campionaria della Lombardia sintesi di storia e innovazione tra cultura, intrattenimento e... "ogni sorta di mereanzia".

Una Fiera di lunga tradizione e... ampio respiro

E' il 1794 quando a Borghetto, capoluogo della tredicesima delegazione della provincia austriaca di Lodi,  viene concesso di "tenere l'annual Fiera di bestiame e di ogni sorta di mercanzia" " nota come "Fiera di San Bartolomeo".

Un appuntamento che si decide di anticipare al primo week-end di rnaggio, in occasione della celebrazione per il ritrovamento, nel XVIII secolo, del santo Crocifisso di Borghetto. Nasce cosi la 'Fiera. di Maggio', che si sviluppa negli anni attorno a questa ricorrenza, destinata a un ruolo ben piú ambizioso rispetto alla ‘sagra di paese”.

Il suo rilancio diventa, alla fine degli anni Sessanta, uno degli obiettivi prioritari del Direttivo della. neonata Pro Loco, con il Presidente Mario Cattaneo e il Sindaco borghettino Mario Riva. E vengono investite strategicamente le prime 100 mila lire stanziate dall'Arnministrazione con il patrocinio dell'Ente provinciale del Turismo di Milano presieduto da Carlo Ripa di Meana.

La Fiera si caratterizza da subito per una precisa scelta di promozione dell'economia locale, che punta a valorizzare prodotti e aziende del territorio, Alle sue origini ii desiderio di identita che negli anni Sessanta percorre soprattutto le comunità  rurali attraverso II recupero di tradizioni, usanze e stili di vita trascurati nel periodo convulso della ricostruzione post-bellica.

Anche Borghetto„ paese ad economia squisitamente agricola, si affaccia alle nuove realtà produttive mantenendo fede, soprattutto nelle prime edizioni, al proposito di valorizzare l'artigianato locale e la riscoperta. del "come eravamo e cosa facevamo".


Investire ed innovare 

     I primi espositori 


 
            L'inaugurazione


 
        La prima presentazione




 Nel 1970 la prima edizione rnoderna delta fiera-mostra punta a coinvolgere artigiani e commercianti borghettini, anche se presto la piazza diventa decisamente appetibile per gli espositori estemi, grazie alla felice intuizione di affiancare alla visione della merce la possibilita di vendita. Nuovo impulso viene anche dall'idea di reintrodurre il bestiame, ad accentuare l'aspetto agricolo della fiera. I riflettori sono dapprima puntati su un ignaro cavallo 'del paese', ma nel giro di pochi anni ii nuniero di eapi presenti arrivera a 120!

 


 

Dall' 87
gli organizzatori realizzano una struttata coperta per proteggere gli espositori in caso di maltempo (puntuale ad ogni edizione!). E' un sernplice capannone  in lamiera, ma testimonia la volontà di aggiungere, di anno in anno, valore alla rassegna. Non a caso la Fiera si arricchisce di significativi eventi culturali collaterali.

 


   








Alla fine degli anni Novanta si delinea un progetto ambizioso: fare della Fiera la vetrina locale dell'eccellenza nei settori dell'Artigianato, dell'Agricoltura, dell'Industria e della Zootecnia. Per realizzarlo si dà vita ad un Comitato Direttivo che, accanto ai partner istituzionali storici Comune e BCC di Borghetto - schiera Amministrazione Provinciale, Camera di Commercio di Lodi, Regione e  Associazioni di categoria del territorio.


La trentesima edizione si celebra con la realizzazione del logo ufficiale della Fiera.. E' il pittore borghettino  Mario Ferrario  a crearlo e nella  finestra di palazzo Rho affacciato sulla piazza  trasfonde idealmente tutto ii paese che Si apre al territorio.

Nei gennaio 2001 viene costituito ufficialmente ii Comitato organizzativo, con partecipazione diretta delle istituzioni locali.

Nel 2004... la svolta: l'acquisizione di un'area in via Lago permette di ridefinire la riorganizzazione logistica, degli spazi espositivi. Non solo: si rivela determinante per conquistare il riconoscimento di Fiera Regionale
 

Un traguardo ambizioso ma. non scontato, puntualmente ottenuto di anno in anno grazie al mantenimento di una serie di requisiti precisi. Nello stesso anno viene insignita, unica nel Lodigiano„ della denominazione di Fiera plurisettoriale.La Pro Loco acquista due nuove tensostrutture di 1000 metri quadri per potenziaretarea espositiva coperta e razionalizza l'organizza.zione fieristica, sotto il profilo strutturale.

 In occasione della quarantestma edizione ii Comitato organizzativo sceglie coraggiosamente di investire ampliando il padiglione centrale, che arriva ad ospitare 50 stand, a fronte dei 33.
Sempre nel 2009 decide strategicamente di connotare la rassegna come 'Fiera del Cavallo' per rafforzarne l'identita nel panorama fieristico. Gli equini, già da tempo protagonisti, vengono  ulteriormente valorizzati per gli addetti ai lavori (con concorsi di razza haflinger) e il pubblico, con spettacoli equestri e dimostrazioni sportive di grande richiamo.


I partner

Da tempo la Fiera, gode del supporto istituzionale di Regione Lombardia, Provincia di Lodi,Cornune di Borghetto, CCIAA di Lodi e BCC di Borghetto, Il Cittadino, Confartigianato imprese delle provincia di Lodi e Unione Artigiani Lodi e Provincia.
 

 II segreto della Fiera: formula vincente non si cambia

"Mantenere in vita una Fiera per quarantadue anni ininterrotti non è impresa facile, soprattutto l'organizzazione fa capo ad uno sparuto gruppo di volontari spiega Diego Bonà, storico Presidente Pro Loco borghettina. Dove sta il segreto? Professionalita, approccio imprenditoriale e....un entusiasmo sempre rinnovato, e uno sguardo rivolto al futuro, con i piedi saldamente ancorati nelle tradizioni delle nostre radici. Che "tradotto" significa costante voglia di crescere, attraverso felici intuizioni, avendo come obiettivo lo sviluppo, qualitativo, in termini di proposte al pubblico ed opportunità economiche per gli espositori, Ma anche di eventi collaterali ad elevato contenuto culturale.  Non dimentichiamoci che  la Fiera Regionale Plurisettoriale è un patrimonio di tutto il  Territorio e come tale va custodita e valorizzata.


Uno sguardo al futuro



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